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La quotidianità ripetitiva di un matrimonio ormai finito, il ritmo frenetico del lavoro in redazione, la voglia di riscatto esistenziale, cambiamento, rinascita: che si scontra, all’improvviso, con il dolore della morte.
È la morte, nelle sue molteplici sfumature, il leit motiv che attraversa le pagine de I melograni di Anselmo, il secondo romanzo fresco di stampa di Leonardo Butelli, edito da Atile Edizioni. Protagonista Anselmo, uomo sui 40, padre, marito e giornalista caporedattore nella testata de Il Nazionale di Montecatini Terme, dove le ore si susseguono lontane dalla monotonia casalinga, scandite dal rintocco della telescrivente.
Non solo un lavoro, quello di giornalista, ma soprattutto una passione, che proietta le giornate di Anselmo sul grande schermo della Storia: la cronaca della Valdinievole si cristallizza velocemente sulle pagine del quotidiano, mentre all’orizzonte scorrono gli inquieti e controversi Anni di Piombo.
Dalle contestazioni studentesche al Movimento di Avanguardia Comunista, dai figli dei fiori alla piaga della tossicodipendenza, dal Patto di Palazzo Giustiniani all’omicidio di Roberto Franceschi. È l’anno 1973, rispolverato da molteplici riferimenti storici, il palcoscenico del romanzo che esordisce in medias res con una indicibile tragedia: la malattia terminale del carissimo amico di Anselmo, Luca. Ma questo è soltanto l’inizio: una serie di eventi dolorosi e improvvisi sconvolgono uno dopo l’altro la vita del protagonista, dipinto dalla penna dell’autore con grande capacità d’introspezione.
Anselmo, infatti, si rivela al lettore come un uomo complesso, che “oscilla tra il coraggio di chi vuole salvare la propria famiglia – scrive Aurora Galli di Atile Edizioni – e il bisogno di prendersi cura di se stesso, fuggendo da una vita matrimoniale che gli appare asfissiante”.
Una fuga, interrotta bruscamente dal mondo onirico, e pericoloso, della droga… Che entra, come dinamite, nella vita di Anselmo. Sarà proprio l’eroina, infatti, a risucchiare nel suo vortice il figlio Antonio, segnando inevitabilmente un prima e un dopo nell’esistenza del padre e della madre Monica.
Con una scrittura semplice e scorrevole, ma a tratti aulica e profondamente introspettiva, ne I melograni di Anselmo Leonardo Butelli dà voce ai ricordi legati alla sua Montecatini, dove è nato e ha trascorso la giovinezza, “conducendo il lettore attraverso i pensieri e i sentimenti del protagonista con frequenti riferimenti letterari e filosofici – prosegue Aurora Galli – che rendono la vicenda ancora più intensa dal punto di vista emotivo”.
Una vicenda dalle tinte noir che, attraverso dialoghi profondi e concisi, risucchia il lettore pagina dopo pagina, invitandolo a riflettere sul significato della malattia, della morte e del dolore… che come la vita di Anselmo, attraversano quella di ognuno di noi. Lasciando comunque intravedere, “nel dramma dell’esistenza, la possibilità di trovare nuova luce”.
L’autore
Presidente dell’associazione di promozione sociale Oikos di Lucca, Leonardo Butelli nasce a Montecatini Terme dove vive fino all’età di 27 anni, e frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia all’Università degli studi di Firenze. Giornalista pubblicista, ha scritto con Mauro Lovi L’album dei luoghi, storia di un grande affetto (2006, Maria Pacini Fazzi Editore) e con Massimo Lucchesi Il Dono e il Rischio, libro intervista a Bruno Frediani (2007 ed. Monti, Saronno). Ha contributo al saggio La responsabilità etico sociale delle imprese, motivazioni per un percorso formativo (Milano, 2004 Politeia) e ha curato e contribuito a La vita addosso, Nove scrittori raccontano nove vite estreme con illustrazioni di Danijel Žeželj (2006 ed. Fernandel). Nel 2022 ha esordito nella narrativa con il romanzo Confessioni di un eroe greco (Aletti Editore). I Melograni di Anselmo, pubblicato a fine febbraio 2025 (Atile Edizioni), è il suo secondo romanzo.
Il romanzo I Melograni di Anselmo si può acquistare online sulle principali piattaforme.
Martina Del Grosso
Comunicato stampa